Le Pitture Rupestri preistoriche di Filiano (PZ) in Basilicata.

La Basilicata è ancora una terra sconosciuta ai grandi flussi turistici. Spesso anche ai suoi stessi abitanti. Uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti di questa regione è il sito di Tuppo dei Sassi, località sita nel comune di Filiano, a pochi chilometri da Potenza, dove su una parete di arenaria, che un tempo si trovava al fondo di una grotta poi crollata, sconosciute mani di uomini vissuti probabilmente tra il Mesolitico e il Neolitico hanno lasciato una traccia davvero affascinante della loro presenza: delle pitture rupestri.

Parete di Riparo Ranaldi, nel comune di Filiano, in Basilicata, con le pitturi rupestri del mesolitico o del neolitico.
La parete di Tuppo dei Sassi, località di Filiano (PZ), con le pitture rupestri preistoriche. Foto di Canio Colangelo.

Per visitare il luogo si deve contattare telefonicamente la Protezione Civile di Filiano che si occupa della Riserva Antropologica “I pisconi”, l’area sorta a protezione del sito: questo è il sito web da consultare.

Seguendo la guida, dopo una breve passeggiata di qualche centinaio di metri nel bosco si arriva alla parete dipinta e ci si trova improvvisamente immersi in un’altra epoca: un’epoca in cui l’uomo viveva a contatto con la natura, e da essa direttamente, attraverso la caccia, trovava il proprio sostentamento.

Qui qualcuno sul fondo di una caverna lasciò traccia del proprio passaggio, rappresentando in maniera stilizzata delle scene che oggi sono di difficile lettura.

La parete, chiamata anche Riparo Ranaldi, dal nome dell’archeologo che per primo ha valorizzato questo sito. Foto di Canio Colangelo.

La prima interpretazione che fu data questi dipinti è che essi rappresentassero delle scene di caccia. Uomini che cacciavano cervi. In effetti questa è l’immagine che è più facile individuare, almeno ad una prima, magari inesperta lettura.

Pitture rupestri preistoriche Tuppo dei Sassi. Scena di caccia.
In questa immagine sembra chiaramente di individuare un uomo armato di lancia che si avventa dall’alto su un cervo.

Successivamente le pitture sono state interpretate come un’indicazione per altri esseri umani di passaggio, che segnalavano la presenza di selvaggina. Questa interpretazione mi lascia perplesso perché gli uomini di quell’epoca erano perfettamente consapevoli dell’ambiente che li circondava, erano in grado di interpretarne i segni lasciati dalle potenziali prede, quali orme, alberi scorticati e segnali odorosi, senza alcuna necessità di segnalazioni del tipo “cacciate qui”.

Altri vogliono vedervi, forse con maggiore probabilità, rappresentazioni totemiche o magiche. In particolare alcune delle figure rappresenterebbero uomini con copricapo rituale.

Disegno schematizzante le pitture eseguito da Ranaldi. Oltre alle figure antropomorfe e agli animali, si vede una foglia di quercia che rappresenterebbe l’intera foresta. È stata però anche proposta l’interpretazione che la vede come una figura antropomorfa dotata di cappello cerimoniale. Immagine presa da Wikipedia.

Molto probabilmente i disegni sono stati realizzati utilizzando sterco umano, vegetali e bacche macerate e grasso animale, quasi sicuramente sono stati effettuati in momenti, forse addirittura epoche diverse.

Purtroppo lo stato di conservazione delle pitture non appare ottimale. Pur senza essere un esperto appare evidente come l’esposizione alle intemperie le stia danneggiando, ed anche abbastanza rapidamente. È auspicabile un intervento volto a proteggere queste pitture rupestri che sono tra le pochissime testimonianze del genere nel nostro paese.

Nell’attesa che altri studi diano delle risposte ai tanti quesiti ancora aperti vi consiglio di visitare questo luogo bellissimo e suggestivo.

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